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Waterloo, la scofitta di Napoleone

Ieri si è conclusa la tre giorni di rievocazione della battaglia di Waterloo. Nella cittadina Belga è stata rievocata la battaglia del 18 giugno 1815 fra le truppe napoleoniche e gli eserciti della settima coalizione (Regno Unito, Austria, Russia, Prussia, Paesi Bassi, Svezia, Regno di Sardegna e alcuni stati tedeschi. Fu l’ultima battaglia di Napoleone Bonaparte e segnò la sua definitiva sconfitta. 3000 comparse, 50 pezzi di artiglieria, 150 cavalli e cavallieri si sono ritravati insieme a figuranti provenienti da tutta Europa per la grande ricostruzione storica dei bivacchi napoleonici e dei combattimenti che opposerole tr

uppe di Napoleone a quelle del Duca di Wellington.  Famosa per l’omonima battaglia del 18 giugno 1815 che durò circa 8 ore. La pioggia della notte impedì a Napoleone di iniziare l’attacco fin dal primo mattino. Questo avvenne verso mezzogiorno, quando l’Imperatore riuscì a muovere i suoi cannoni.

D’altro canto quello del 1815 fu un Giugno climatologicamente diverso da ogni altro, a causa della densa nube di polveri laviche che si era sprigionata alcuni mesi prima, in Aprile, dalla straordinaria eruzione del vulcano Tambora nella lontana Indonesia, la più potente e deflagrante eruzione che si ricordi a memoria d’uomo. Le polveri del vulcano velarono a lungo l’atmosfera di mezzo pianeta, dall’Indonesia fino all’Europa, suscitando un’estate insolitamente fredda e piovosa. Per cui si può in parte affermare che a Waterloo il povero Napoleone fu battuto da un vulcano.  Ancora oggi nei pressi di Waterloo è ricordata la grande battaglia ed esiste un museo dedicato all’epico scontro, così come sono state rese luoghi di visita anche alcune delle fattorie nelle quali gli eserciti stabilirono i loro quartieri generali.

 

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