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Silvano Branchesi “Così la moda mi sta rubando l’anima”

Silvano Branchesi “Così la moda mi sta rubando l’anima”

gen 24, 2009



Silvano Branchesi, classe 53.  Filottranese puro sangue. Figlio tipico di una terra che ha dato vita ad un distretto dell’abbigliamento maschile, ormai storico, che è diventato una case-history nel settore del casual. Lo sguardo di Silvano Branchesi è puntato sul domani, con solide radici nel passato, quando sfornava un millione di paia di pantaloni ogni anno. Tempi di mercati che ora sono terminati, ma che lasciano un’esperienza ed una competenza difficilmente eguagliabili. Ora non si punta più sulla quantità, ma tutto sulla qualità, ed il mercato è di nuovo tutto italiano. Si, italiano: dall’idea, alla parola, all’ultima cucitura.

La CPF di Silvano oggi conta 200 dipendenti (700 nell’indotto). Per un giro d’affari che ha superato i 25 mln di euro: un cammino inarrestabile – inutile negarlo – puntando, si sul prodotto, “bello e utile”, ma rafforzandolo creandogli attorno un brand come “Rebell”, o “Tejido”, oppure “My Gold”, l’ultima novità in uscita nel 2009. Perchè anche per Sivano è questa la ricetta per superare l’impasse del Made in Italy: creare prodotti che “formino” clienti esigenti ed intelligienti, capaci di capire la qualità e il valore aggiunto di un prodotto come quello di Silvano Branchesi. Parlando del suo stile, Silvano mi onora, riassumendo con “la tua giacca di sartoria e il mio jeans di qualità”. Una sintesi che già denota il suo stile aggresivo: “Per vincere non occorre essere campioni, ma serve credere in quello che fai. Ogni azione deve essere portata a compimento, come diceva Napoleone, altrimenti non saprai mai se l’intuizione iniziale era giusta o sbagliata”.

 Vizi e passioni – che spesso coincidono! – per vivere meglio, per Silvano sono la sua possente Mercedes CL600 AMG bianca. “Ma la vera passione è coltivare olivi, per poi aspettare la raccolta e la spremitura e finalmente poter assaggiare un olio eccellente. E’ questo l’approcio con cui affronto tutte le cose: coltivare, far cresciere – l’idea, la pianta, quel che volete! – e poi godere dei frutti di un lavoro meticoloso. Pensiero e azione, se volete”, – dice con un divertito sorriso. Sempre sulla cresta dell’onda, quindi?  ”Macchè, tutt’altro – risponde ironico – , l’altra mia passione è proprio immergermi tra le onde: serve a staccare la spina, ogni tanto, da questo mio mondo frenetico di affrontare il lavoro. E’ il mio modo di trovare l’equilibrio: la corsa folle della creatività sul lavoro. La pace silenziosa degli abissi marini”.