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Italiani, che numeri!



Pregi e difetti, vizi e virtù del bel paese.. Nel 2010 gli italiani si confermano un popolo che vende cara la pelle. Soddisfatti nonostante tutto, affinano “L’arte di arrangiarsi” in mancanza di lavoro e servizi. Le nuove generazioni promettono bene.Un popolo di eroi, santi, poeti, artisti, navigatori e colonizzatori. Che pero non rinuncia al cellulare. L’87,8% degli italiani ne possiede almeno uno, ed è il bene tecnologico più preferito. Segue a ruota il personal computer con il 52,3%, in crescita rispetto al 48,7% del 2008. Trend confermato anche dall’impennata di internet, 48,9% contro 44,4% dell’anno precedente. Il PC spopola  soprattutto tra i giovani: 9 ragazzi su 10  non ci rinunciano, ma stando aumentando anche gli irriducibili  tra 65 e i 74 anni (13,7%). A proposito, gli ultrasesantacinquenni  sono tanti, 1 su 5, e neanche il contributo degli immigrati riesce a far ringiovanire il Paese, vista la media poco esaltante di 1,41 figli per ogni donna. Questo è il bilancio dell’Annuario Statistico Italiano 2010 pubblicato dall’Istat. Trasmigratori.


Per la fondazione Migrantes sono poco più di  4 milioni, cioè il 6,7% dei residenti in Italia: un numero quasi equivalente ala quota immigrati. Cifre, in pericoloso aumento: in molti casi si tratta della cosiddetta “fuga di cervelli” verso “migliori” università straniere e, complessivamente, di 113 milla emigranti in più rispetto al 2009, addirittura  1 milione in confronto al 2006.
Poco confortanti anche i dati economici dell’ultimo rapporto Censis: la piccola impresa, storico motore produttivo del Belpaese, registra un calo del 7,6% tra il 2004 e il 2009. Il debito pubblico drena risorse dal Pil e ogni ano almeno 100 miliardi di euro vanno in fumo per evasione fiscale. Cresce la disoccupazione (- 1,6%) e superano i 2 milioni i giovani tra 15 e i 34 ani che non studiano, non lavorano e neppure cercano un impiego. Il morbo degli italiani, fa notare il Censis, è un vero e proprio calo d desiderio. Una volta, in cima alla hit c’erano la casa di proprietà (3 su 4 ne possiedono almeno una), beni di consumo e vacanze. Oggi, invece, si rincorre l’ultimo modello di telefonino. Forse basterebbe puntare su quello che abbiamo, e farne il nuovo oggetto del desiderio. Emblematico, in tal senso, il caso dei ricercatori, ben illustrato dal TG Zero del 2 dicembre: lo Stato spende lo 0,61%, cifre irrisorie rispetto alla media UE. Eppure il 10% delle domande di brevetto proviene da ricercatori italiani, mentre il loro numero , 70mila, è di gran lunga inferiore a quello delle nazioni. I dati dell’Istituto per la competitività stimano in 4 miliardi  di euro il valore dei brevetti dei nostri 20 migliori scienziati all’estero. Popolo di colonizzatori , ma al contrario. Nonostante le difficoltà, per cui gli italiani dovrebbero essere davvero santi o eroi per sopravvivere, in fondo ci sentiamo soddisfatti. Secondo, l’Istat circa il 50% delle famiglie valuta positivamente la propria condizione economica. Il 75,9% dichiara altrettanto rispetto alla situazione professionale e il 64,4% circa il tempo libero. L’80,4% è in buona salute  e il 82,7% ritiene di avere solide relazioni interpersonali. Tra gli svaghi preferiti spicca il cinema: più del 50% degli intervistati almeno una volta nel 2010 è andato a vedere un film in sala. Il 30,1% gradisce mostre e musei, il 26,4% gli eventi sportivi e il teatro, unico caso in cui la percentuale di donne (24,4) supera di qualche punto quella degli uomini (20,5). Si direbbe un popolo di danzatori , più che navigatori: il 22,4/frequenta discoteche e balere, mentre il 21,4% assiste regolarmente ai concerti. Quanto al salvadanaio, si conferma la tendenza al risparmio delle famiglie: i depositi bancari superano  i 906 miliardi di euro, 90 in più in un solo anno. E considerando la crisi non è poco. Veniamo alle dolenti note. I disagi riguardano soprattutto i servizi: il 55,1% del campione Istat lamenta problemi nell’accesso a pronto soccorso. Il 38% non riesca a contattare facilmente le forze dell’ordine e il 26,8% ha difficoltà con gli uffici postali. Addirittura, sembra impossibile nel Terzo Millennio, il  28,6% denuncia complicazione nel raggiungere i supermercati. Il 34,9% gli uffici comunali e in molti non si fidano a bere l’acqua del rubinetto. Critica anche la situazione del traffico, che condiziona pesantemente il 42,6% delle famiglie, seguita a ruota dall’incubo del parcheggio (39,6%) e poi dal inquinamento dell’aria, rumore e sporcizia in città. Per non parlare della situazione nelle carceri – una vera è propria bomba a orologeria: quasi 65000 detenuti, di cui un quarto tossicodipendenti e il 37,1% di stranieri – in crescita dell’ 11,5% rispetto all’anno precedente. Ma i reati, per fortuna, sono in calo, cosi come la paura della criminalità. Ancora scarsa, purtroppo, l’abitudine alla lettura: nel 2010 legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 55% degli italiani, soprattutto uomini, mentre il 46% in testa, preferisce i libri. Ma a conferma che le nuove generazioni migliorano, arriva sorprendente un dato: i ragazzi tra 11 e i 14 anni sono i lettori più accaniti. Artisti e poeti fatevi largo, perché il futuro è vostro.

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