Il portale di informazione in cui troverete notizie su: Attualità, Sport, Economia, Salute, Moda e Società

“Somewhere” il nuovo film di Sofia Coppola si aggiudica il Leone d’oro



Si è conclusa sabato 11 settembre la 67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica “La Biennale” di Venezia. Il Leone d’Oro per il miglior film è andato a Sofia Coppola per “Somewere”. La mostra del cinema di Venezia si è conclusa con una grande emozione per l’assegnazione del Leone d’Oro al miglior film a Sofia Coppola, il cui film “ci ha incantato dalla prima scena; è cresciuto nelle nostre menti, nei nostri cuori e simpatie”, ha dichiarato Quentin Tarantino, ex compagno della regista.

E’ stato proprio Quentin Tarantino che ha attribuito “con grande onore” il Leone per il miglior film a “Somewere” di Sofia Coppola; questa edizione della mostra del cinema si è conclusa con l’abbraccio della ex coppia.
La trama del film scorre attorno alla vita di Johnny Marco, celebre attore hollywoodiano che passa la sua esistenza tra sesso, alcol e impegni cinematografici. Una vita, la sua, che è poi senza radici, come testimoniato dall’albergo Chateau Marmont, il rifugio in cui dimora il protagonista e che ha poco a che fare con il “calore” di una casa. Questa insipida routine viene però sconvolta dalla figlia undicenne Cleo che, per alcuni giorni, vive insieme al padre e lo segue nei suoi impegni di lavoro. Cleo lo porta a riflettere sulla sua condizione di individuo e sulla sua posizione nel mondo: questa figura diviene, per Johnny Marco, il grimaldello che scardina tutta la profonda insofferenza che era stata sepolta dai festini, dagli incontri occasionali e dai passatempi futili. Padre e figlia iniziano così a stare insieme, a parlare, a condividere momenti belli, a dare un senso al loro tempo. Lo spannung però avviene quando Cleo chiede a Johnny, che l’ha accompagnata ad un campo estivo, di non essere lasciata sola, di rimanere con lei. L’attore è così costretto a guardarsi veramente allo specchio e a riflettere su cosa egli sia veramente, su quale sia il significato della sua esistenza.

La maturità della ragazzina porta dunque l’adulto al cambiamento e a comprendere come in realtà i suoi giorni e la sua vita siano davvero vuoti. Pur avendo a disposizione tutto quello che la gente comune vorrebbe, il personaggio principale non può definirsi un uomo soddisfatto, a conferma che non è la ricchezza (o anche il “sesso facile”) a dare la felicità.

Il film è notevolmente lento e anche se questa caratteristica è tuttavia ricercata dalla Coppola, che così facendo vuole ritrarre tutto il vuoto e la solitudine di un individuo che vive in un mondo di apparenza, tuttavia in numerose parti del film la noia assale lo spettatore e demolisce l’interesse per una storia che, riguardo alla sua tematica, presenta alcuni spunti di riflessione. Ad esempio, la prima scena della pellicola, con la Ferrari nera di Johnny Marco che percorre ripetutamente lo stesso tracciato circolare, se inizialmente può risultare emblematica di come la vita del protagonista sia piena di cose insignificanti, in seguito diviene tediante.

Per quanto concerne la prestazione degli attori, tanto Stephen Dorff quanto Elle Fanning recitano senza particolare trasporto e forse anche è questa circostanza che spinge lo spettatore a distrarsi dalla vicenda. Particolarmente piacevole, invece, è la colonna sonora e soprattutto la canzone “Love like a sunset (part 2)” dei Phoenix, sottofondo ideale per il fotogramma finale.

Di sicuro, con un ritmo più veloce e con interpreti più incisivi, “Somewhere” sarebbe stato un film capace di mettere in risalto le grandi capacità di Sofia Coppola.

Tra gli altri premi di questa 67° edizione della mostra del cinema di Venezia, cito: il Leone d’Argento per la migliore regia a Álex de la Iglesia, per “Balada triste de trompeta”, Premio Speciale della Giuria a “Essential Killing”di Jerzy Skolimowsi, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Vincent Gallo nel film “Essential Killing”; Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Ariane Labed nel film “Attenberg”.

 

404